Alex Vesnaver

Tecniche Mininvasive

La chirurgia mininvasiva consiste nell’approccio chirurgico con incisioni più piccole ed accurate, che significano: minor trauma tessutale, riduzione del sanguinamento intra e perioperatorio, riduzione del rischio di infezioni della ferita, una più celere ripresa post-operatoria con un risultato estetico superiore. 

In contrapposizione alla chirurgia tradizionale, la procedura “tissue sparing” riduce il danno chirurgico alla massa muscolare ed ai tessuti circostanti la colonna vertebrale.
Come per la chirurgia tradizionale l’anestesia può essere generale, spinale o locale, a seconda della tipologia di intervento. 

Chirurgia mininvasiva però non significa risparmio sulla lunghezza dell’incisione cutanea, ma piuttosto un rispetto anatomico delle strutture anatomiche.
Per l’esecuzione tecnica è pertanto necessaria una strumentazione dedicata e la formazione specifica del chirurgo. 

TECNICHE MININVASIVE D’AVANGUARDIA PER IL MAL DI SCHIENA:

ALIF E XLIF.

Il trattamento delle problematiche degenerative, congenite e delle deformità della colonna vertebrale si avvale oggi, quando possibile, di tecniche a basso impatto chirurgico. Si tratta di approcci mininvasivi, che si prefiggono di portare alla fusione dei corpi vertebrali, interessati dalla patologia, conservando per quanto più possibile i nobili tessuti circostanti. 

L’artrodesi lombare per via anteriore retroperitoneale (ALIF), grazie ad un’incisione addominale di 5 cm e la via laterale (XLIF), eseguibile sia a livello lombare che toracico mediante incisione sul fianco di 3-4 cm circa, permettono di ridurre il danno chirurgico a tutte le strutture dorsali: la muscolatura paravertebrale posteriore, riducendo con il risparmio di essa, il dolore post-operatorio, il volume di perdite ematiche postoperatorie riducendo quindi la degenza ospedaliera e velocizzando il recupero post- chirurgico. 

Il risparmio dell’apertura del canale neurale per l’accesso al disco intervertebrale evita il contatto chirurgico con la delicata dura madre, in esso contenuta, riducendo estrememente il rischio di lesioni. 

Ulteriore vantaggio degli accessi per via anteriore è rappresentato dalla possibilità, esclusiva di questi accessi, di posizionare dispositivi intersomatici trapezioidali, molto più efficaci nel ripristino dei valori e dei rapporti delle curve spinali permettendo il rispristino dell’equilibrio posturale sui piani antero-posteriori. 

Il trattamento delle problematiche degenerative, congenite e delle deformità della colonna vertebrale si avvale oggi, quando possibile, di tecniche a basso impatto chirurgico. Si tratta di approcci mininvasivi, che si prefiggono di portare alla fusione dei corpi vertebrali, interessati dalla patologia, conservando per quanto più possibile i nobili tessuti circostanti. 

L’artrodesi lombare per via anteriore retroperitoneale (ALIF), grazie ad un’incisione addominale di 5 cm e la via laterale (XLIF), eseguibile sia a livello lombare che toracico mediante incisione sul fianco di 3-4 cm circa, permettono di ridurre il danno chirurgico a tutte le strutture dorsali: la muscolatura paravertebrale posteriore, riducendo con il risparmio di essa, il dolore post-operatorio, il volume di perdite ematiche postoperatorie riducendo quindi la degenza ospedaliera e velocizzando il recupero post- chirurgico. 

Il risparmio dell’apertura del canale neurale per l’accesso al disco intervertebrale evita il contatto chirurgico con la delicata dura madre, in esso contenuta, riducendo estrememente il rischio di lesioni. 

Ulteriore vantaggio degli accessi per via anteriore è rappresentato dalla possibilità, esclusiva di questi accessi, di posizionare dispositivi intersomatici trapezioidali, molto più efficaci nel ripristino dei valori e dei rapporti delle curve spinali permettendo il rispristino dell’equilibrio posturale sui piani antero-posteriori. 

Immagine rmn che documenta avanzata discopatia L5-S1 con edema infiammatorio delle limitatanti somatiche adiacenti il disco, responsabile oltre all’instabilità del dolore lombare.

Immagine rx che documenta il corretto posizionamento di Cage intersomatica nello spazio L5-S1 che oltre a garantire adeguato supporto permette di ripristinare la corretta angolazione tra i corpi vertebrali persi con la degenerazione discale.

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