Alex Vesnaver

Gonartrosi

L’artrosi è il risultato della progressiva usura articolare conseguente al consumo del tessuto cartilagineo, secondaria ad alterazioni della resistenza meccanica della cartilagine, ad alterazioni della quantità-qualità del liquido sinoviale, malallineamenti, malattie sistemiche o in esiti di traumi, interessa circa il 10% della popolazione adulta e il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni di età, risulta essere tra le malattie articolari più comuni

 

Le cause sistemiche di usura articolare possono essere:

 

- Artrite reumatoide

- Emofilia

- Gotta

- Displasie ossee

- Necrosi vascolare

 

 

I sintomi principali dell’artrosi sono rappresentati da dolore, gonfiore e progressiva rigidità articolare.

Il trattamento è spesso combinato e mira oltre al controllo del sintomo dolore mediante la gestione del processo infiammatorio, alla limitazione dei sovraccarichi ed alla gestione delle cattive abitudini che possono contribuire all’incremento della velocità di usura del giunto articolare.

 

La letteratura medica evidenzia come la gestione multifattoriale del paziente affetto da artrosi abbia risultati superiori rispetto al solo trattamento sintomatico.

Esercizio fisico:

L’attività fisica moderata contribuisce a mantenere in salute l’articolazione permettendone il mantenimento della mobilità, riduce il peso corporeo e quindi il sovraccarico articolare, migliora la forza muscolare e di conseguenza aumenta la stabilità del giusto articolare.

Gli esercizi aerobi a bassa soglia si sono dimostrati superiori .

Terapie conservative per l’osteoartrosi

I trattamenti generalmente accettati prevede inizialmente interventi non farmacologici tra cui la fisioterapia e la gestione del peso nei pazienti in sovrappeso e terapia farmacologica sistemica che comprende l’utilizzo di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e farmaci analgesici. 

 

Oltre alle strategie di supporto non farmacologico, il fulcro della gestione conservativa è composto dalle terapie sistemiche e dalle infiltrazioni intra-articolari. 

 

Le terapie intra-articolari, rispetto ai farmaci sistemici, presentano una serie di vantaggi fisiologici e pratici: una buona sicurezza, data da fattori di biodisponibilità, anche in presenza di comorbidità, invasività minima della procedura che può essere eseguita facilmente in ambiente ambulatoriale, brevi tempi di recupero.

 

L’iniezione locale anche ha il vantaggio di una maggiore biodisponibilità consentendo quindi di somministrare dosi inferiori di farmaco. Tuttavia, esistono dei rischi associati alle infiltrazioni intra-articolari; la probabilità di dolore o gonfiore sul sito dell’iniezione può raggiungere il 20% 

Inoltre, a seguito di infiltrazioni eseguite senza una corretta asepsi, è possibile lo sviluppo di un artrite settica.

Trattamento intra-articolare:

Cortisone:

 

Le infiltrazioni articolari con cortisone sono molto diffuse nel trattamento dell’osteoartrosi. Essendo potenti antiinfiammatori, i corticosteroidi vengono utilizzati per ridurre l’infiammazione e il dolore articolare. 

 

Le conclusioni di diversi studi clinici affermano che i corticosteroidi sono più efficaci del placebo nel ridurre il dolore, in particolare a 1-2 settimane dall’inizio del trattamento e che gli effetti collaterali sono molto ridotti.

Ulteriori meta-analisi hanno dimostrano poche prove sui benefici a lungo termine (dopo 4 settimane dall’iniezione)

Altri studi hanno verificato se l’esposizione prolungata ai corticosteroidi può avere un effetto negativo sulla cartilagine articolare o addirittura accelerare la progressione della malattia. 

Per questo motivo è consigliabile non superare le 3-4 iniezioni di corticosteroidi all’anno per articolazione.

 

Acido ialuronico

 

L’Acido ialuronico si trova già per natura all’interno del ginocchio e fornisce proprietà viscoelastiche al liquido sinoviale. L’insorgenza dell’artrosi provoca la diminuzione della concentrazione di acido ialuronico e la riduzione del suo peso molecolare medio. Attraverso le infiltrazioni di acido ialuronico nel ginocchio si va a aumentare i livelli di acido presenti con lo scopo di ripristinare la viscoelasticità del liquido sinoviale, sostanza che contribuisce all’assorbimento degli urti, alla lubrificazione e alla protezione del giunto articolare.


L’acido ialuronico ha anche effetti antinfiammatori e analgesici.

Numerosi studi internazionali riportano l’efficacia delle infiltrazioni di acido ialuronico, soprattutto nel trattamento dell’artrosi del ginocchio e dell’anca. Una revisione pubblicata nel 2015 ha confrontato il trattamento con acido ialuronico rispetto ad altre terapie infiltrative e FANS orali concludendo che l’acido ialuronico è un’opzione efficace per l’osteoartrosi al ginocchio e che i miglioramenti sul dolore e sulla funzione possono persistere fino a 26 settimane dal trattamento, dimostrando anche di avere buone caratteristiche in termini sicurezza.

La valutazione dell’efficacia clinica è ulteriormente complicata da una notevole eterogeneità tra i prodotti commercializzati, che possono variare in relazione al peso molecolare, alla concentrazione di acido ialuronico e alla viscosità della sostanza.

Artroprotesi:

 

è un intervento di routine che prevede la sostituzione di un ginocchio danneggiato, usurato o malato con un'articolazione artificiale.

 

Indicazioni:

 

Anche se l’età compresa tra i 60 e gli 80 anni rappresenta la fascia anagrafica con un maggior frequenza di intervento, gli adulti di qualsiasi età possono essere sottoposti ad intervento senza limitazione alcuna fermo restando il dolore progressivo e refrattario a terapia conservativa con limitazioni della vita quotidiana, della vita sociale e riduzione della qualità del sonno.

 

Non di secondaria importanza nel valutare l’appropriatezza dell’indicazione e la probabilità di successo derivante dall’intervento è la potenzialità di guarigione del paziente che dovrà essere sufficientemente in salute per affrontare il recupero postoperatorio, eventuali perdite ematiche e percorso riabilitativo.

Tipologia d’intervento:

 

Esistono due tipi principali di intervento chirurgico, a seconda delle condizioni del ginocchio:

 

sostituzione totale del ginocchio (TKA) - vengono sostituiti entrambi i lati dell'articolazione del ginocchio, estremità contrapposte di tibia e femore.

sostituzione parziale (mezzo) del ginocchio (PKA) - solo un lato dell’articolazione viene sostituita.

 

 

Chirurgia alternativa

 

Ci sono interventi chirurgici alternativi alla sostituzione del ginocchio, ma i risultati spesso non sono altrettanto positivi a lungo termine. Il medico discuterà la migliore opzione di trattamento con voi. 

 

Debridement artroscopico: l’articolazione  viene lavata con soluzione salina per eliminare eventuali frammenti di osso o cartilagine.

 

Osteotomia - intervento di riallineamento articolare eseguito mediante una osteotomia tibiale con l’obiettivo di decentrare il carico spostando il carico sulla parte danneggiata del ginocchio.

 

Plastica condrale: un'operazione che prevede il trasferimento di cilindri cartilaginei o sostituti cartilaginei per riparare la superficie danneggiata.

 

Scegliere uno specialista:

 

Scegli uno specialista che esegue regolarmente la sostituzione del ginocchio e può discutere i risultati con te.

 

Ciò è ancora più importante se si sta effettuando una seconda o successiva sostituzione del ginocchio (sostituzione del ginocchio di revisione), che è più difficile da eseguire.

 

 

In attesa di intervento chirurgico:

 

Utile il rinforzo muscolare intorno al ginocchio che renderà il recupero fisioterapico post-operatorio più veloce.

Attività utile può essere sia gli esercizi con supervisione del fisioterapista di fiducia, oppure lo svolgimento di attività, come camminare e nuotare, nelle settimane e nei mesi precedenti all'operazione. 

 

Un fisioterapista potrebbe essere utile per programmare gli esercizi utili al tipo di intervento.

 

E’ vivamente suggerita la lettura delle raccomandazioni di preparazione per la chirurgia.

 

Il periodo post-operatorio:

 

Di media la degenza ospedaliera è di tre - cinque giorni, con un a variabilità del recupero dipendente dalle condizioni del paziente e dalla tipologia di intervento eseguito.

 

In seguito alla dimissione dal reparto di ortopedia, il decorso clinico prosegue con il trasferimento  presso una struttura riabilitativa o al domicilio del paziente, quando possibile, con indicazioni riabilitative domiciliari supervisionate dal fisioterapista di fiducia.

 

Normalmente è consigliato utilizzo di stampelle x 4 settimane, utilizzo di collant a compressione graduale x 6 settimane e somministrazione di eparina a basso peso molecolare per 4-6 settimane, tempistiche variabili in funzione del tipo di intervento e del tipo di paziente.

 

In media, il tempo di recupero delle attività della vita quotidiana è di circa 3 mesi.

 

Il recupero completo può richiedere fino a due anni, il recupero del trofismo muscolare sarà completo e quando la cicatrice completamente strutturata.

 

Nonostante la corretta tecnica chirurgica, in assenza di complicante, una piccola parte di paziente possono continuare ad avere dolore articolare - protesi dolorosa.

 

Rischi di chirurgia sostitutiva del ginocchio

 

La chirurgia sostitutiva del ginocchio è oggigiorno procedura standardizzata quando i volumi operatori sono sufficienti, circa 80-85% dei casi sono privi di complicanze.

Le complicazioni sono rare ma possono includere:

 

rigidità del ginocchio

infezione della ferita

infezione profonda della protesi, che necessitano di revisione chirurgica.

sanguinamento

Lesioni legamentose, vascolari e nervose periarticolari.

trombosi venosa profonda (TVP)

dolore persistente al ginocchio

frattura - una rottura dell'osso periprotesico durante o dopo l’intervento.

 

Raramente instabilità.

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